Panorama di Roma dal Pincio

Panorama di Roma dal Pincio

L’attuale mostra di Vladimir Khasiev, pittore russo di San Pietroburgo, alla Galleria ltalarte Portuense di Roma, comprende oltre trenta pezzi della sua ultima produzione.
Alcune di queste opere, aventi per soggetto Frascati, erano state esposte, con successo, alla mostra tenutasi presso le scderie Aldohrandini, nella cittadina laziaie, tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005. Altre, realizzate negli ultimi mesi sono 
perlopiù suggestivi scorci di Roma e dintorni. Tra queste compaiono: la facciata del Pantheon, uno dei motivi più cari all’artista, villa Pamphili, alcune splendide vedute di ponti, la piazza del Quirinale avvolta in una luce tenue e soffusa.

Khasiev, artista di solida formazione accademica, proveniente dalla facoltà di architettura d’interni di San Pietroburgo dove la pittura è parte integrante del programma di studi, ha optato, da sempre, per una tecnica di antica memoria: l’acquarello. Si tratta di una scelta particolarmente significativa e certamente complessa che affida ad un mezzo instabile come l’acqua, buona parte degli effetti di trasparenza e mutevolezza del colore.
In Italia dal 1981, questo grande pittore acquista ancora i suoi colori ad acquarello a San Pietroburgo. Si tratta di pigmenti russi realizzati da una fabbrica di antica tradizione che trova piu forti, limpidi e brillanti, e quindi più adatti a rendere l’atmosfera e la magia dei luoghi che rappresenta.

L’acquarello è senz’altro la più difficile delle tecniche pittoriche, perché non permette dubbi o correzioni e può essere realizzato con successo solo da chi, come Khasiev, è in grado di dominarlo con padronanza e assoluta sicurezza. Tradizionalmente nella pittura ad acquarello, nata in Inghilterra e affermatasi in Italia, con la scuola di Posillipo, negli anni Quaranta dell’ottocento, le tinte vengono intese come un insieme di campiture, a volte anche di grandi dimensioni: vere e proprie macchie di colore utilizzate per costruire le forme e i volumi. Ma l’uso che ne fà questo artista è diverso e in questa diversità vanno riconosciute la forza e l’originalità della sua pittura. Le sue ilndiscutibil, quasi strabilianti, doti tecniche lo portano, al contrario, a descrivere, in punta di pennello e con minuzia certosina, ogni minimo particolare del soggetto prescelto: dai graffi sui muri, ai sampietrini della strada, alle fronde degli alberi. Le sue opere, tutte vedute, sono quasi sempre iniziate dal vero, per essere poi terminate nel chiuso dello studio. Un processo ideativo che permette di aggiungere quel tocco di originalità e fantasia che le rende irripetibili. I luoghi prescelti sono epurati da qualsiasi “contaminazione”. Raramente compare la figura umana, oppure è ridotta a una piccola macchia di colore. Non ci sono macchine. Non è contemplato alcun elemento che possa minimamente disturbare il perfetto equilibrio della visione.
Come altri hanno notato Khasiev, per la tecnica e per i soggetti, è certamente il naturale erede dei pittori dell’Associazione Acquarellistica romana, nata nel 1875 e del successivo gruppo dei XXV della campagna romana, primi fra tutti Ettore Roesler Franz ed Onorato Carlandi. Fra l’altro, è attualmente promotore di un’associazione acquarellistica internazionale che lo porta ad esporre con altri artisti sia in Italia che all’Estero.
E’ lui stesso a chiarire l’iter delle sue opere, i luoghi sono scelti non per l’importanza che hanno in se, quanto per la poesia che ne traspare: un particolare gioco di luci in un determinato momento del giorno, un singolare abbinamento di forme o di colori, un sottile chiaro-scuro. Di un possibile soggetto Khasiev valuta la capacità di divenire un’opera d’arte immaginandolo a priori come un quadro finito, è l’antico concetto di “pittoresco”, che si fa nuovamente strada per mezzo dell’occhio e del sentimento: l’opera si compie osservando la realtà e qundi attraverso la visione, ma anche, e soprattutto, attraverso l’immaginazione.
Gli acquarelli di queslo artista russo si presentano come raffinati e preziosi oggetti senza tempo. La sua è una pittura antica clic trae origine dalla grande tradizione acquarellistica dei maestri inglesi e italiani, ma nel contempo moderna, perché nel modo di dipinigere è talmente personale da risultare innovativa.
Ormai noto e assai apprezzato dalla critica e dal pubblico, Khasiev possiede quella capacità di usare il colore come veicolo emozionale, come mezzo capace di aprire la strada al sentimento provocando stupore e ammirazione.
Un dono raro e insostituibile che, nel tempo, lo porterà certamente ancora più lontano.

Cinzia Virno