“poesia di una staccionata” di Vladimir Khasiev

E’ di per sé motivo di compiacimento la constatazione del perdurare, oltre ogni ottimistica previsione, di una gloriosa tradizione pittorica, quella dei vedutisti di Roma e della Campagna romana; e il vedere artisti provenienti da lontani paesi ancora sedotti dal fascino dei luoghi eletti del Tuscolo e dei Castelli romani, malgrado la devastazione edilizia del territorio e l’ormai inarrestabile degrado degli antichi complessi monumentali.

Ancor più significativo il fatto che tra questi ci sia un valente acquarellista, un artista cioè che pratica una delle più raffinate, ma anche delle più difficili tecniche pittoriche. E’ infatti dai tempi della scuola di Posillipo che l’acquarello è divenuto il mezzo di espressione ideale nella rappresentazione del paesaggio mediterraneo. E questo in virtù delle sue specifiche doti di chiarezza, trasparenza, luminosità.
Wladimir Khasìev è un maestro dell’acquarello, nel senso pieno del termine. Egli usa infatti, ma anche insegna, questa particolare tecnica pittorica, in una versione personalissima che ne arricchisce le potenzialità espressive. Procedendo, non più per larghe pennellate a macchia, ma per tocchi leggeri di colore, egli ricrea l’ordito cromatico proprio della pittura impressionista, con gli stessi effetti di immediatezze e freschezza della visione.

Da molti anni residente in Italia, Khasiev serba vivo il ricordo delle sue origini nella luminosa serie di vedute urbane di San Pietroburgo, sebbene la maggior parte della sua produzione pittorica sia legata alla sua nuova patria di elezione. Molte e particolarmente suggestive, per originalità delle inquadrature, dei tagli e degli scorci, sono le vedute di vie e piazze di Roma, i ponti e le cupole, le rovine antiche e i palazzi moderni, osservati spesso da un punto di vista rialzato, che scopre aspetti inediti del tessuto urbano. Ciò è ancor più evidente nelle riprese dei tetti e delle cupole di Albano viste dal convento dei Cappuccini, o dal convento di San Paolo, o addirittura dall’alto di un campanile, come mostra la prospettiva di via De Gasperi con la grande campana in primo piano.
Ma è nei paesaggi del Tuscolo e dei Castelli romani che Khasiev ci dà le sue più alte e poetiche interpretazioni. Soprattutto nelle immagini delle antiche Ville cardinalizie, di cui la sua rapida e vibrante pennellata sembra far rivivere gli antichi splendori. Così per i giardini fioriti, gli ingressi monumentali, le fontane di villa Aldobrandini. Così nelle vedute panoramiche delle ville Lancellotti, Grazioli, Parisi, Sora, Torlonia; così ultimamente, nella serie che illustra gli aspetti monumentali e paesistici di villa Mondragone.
Altrove, Khasiev si fa suggestionare anche lui dal fascino di luoghi ove la natura ha prevalso sulla storia. Ne nascono vedute di sapore antico, come quella degli “Scavi del Tuscolo’, un assolato e desolato lembo di Campagna romana, cui meglio converrebbe il titolo “Poesia di una staccionata”…
E’ questo il ricco e vario repertorio di un artista giunto alla piena maturità del suo stile. Un artista ormai noto, ammirato e ambito dai collezionisti, ma sempre fortemente impegnato nella ricerca di nuove, originali soluzioni formali e nel raffinamento dei propri mezzi espressivi.

Francesco Negri Arnoldi