L’idea che dopo circa centocinquanta anni di nuovo un grande artista russo sia giunto ad Albano mi ha affascinato tanto che non ho potuto fare a meno di coltivare subito la sua amicizia e di invogliarlo a poggiare il suo cavalletto, per le vie di questa città come fecero tanti altri suoi predecessori ed in particolare alcuni suoi connazionali. Tra questi, oltre ai grandi scrittori come Gogol ci furono anche due bravi pittori Aleksàndr Andrèevic Ivanov e Grigorij Ignàr’evic Làpcenko anch’essi allievi dell’Accademia d’Arte di 5. Pietroburgo.
Làpcenko, addirittura, riuscì, tra vari illustri pretendenti, ad avere la meglio e sposare la “divina” Vittoria Caldoni, celebre modella di Albano.
Pertanto quando due anni or sono proposi al Maestro Wladimir Khasiev di realizzare una sua personale di acquarello su carta con tema fisso sulla città di Albano, era già chiaro che questo evento avrebbe costituito una seconda importante tappa nel cammino del recupero della grande tradizione storico-artistica di Albano.
La mostra del 1999 “Albano, città del Grand Tour”, con relativo catalogo delle opere conservate presso i Musei Civici fu il primo atto di questa importante operazione scientifica e culturale non solo per ricordare e far conoscere lo stuolo di artisti, pittori, poeti, scrittori e viaggiatori che, soprattutto nel Settecento e neil’Ottocento, vennero da tutta Europa e dall’italia a visitare e a soggiornare in Albano, ma anche per ravvivare quel “fuoco sacro” che animava il loro spirito desideroso di tuffarsi nel mondo classico con una nuova visione “romantica” del passato e delle antiche rovine di cui la città ed i suoi dintorni è particolarmente ricca.
Khasiev, dunque, in questa sua personale dedicata ad Albano, torna a fermare nel tempo e ad immortalare con grande maestria le architetture classiche di antichi monumenti, palazzi patrizi, panorami e vedute a volo di uccello, scorci suggestivi, giardini, angoli e prospettive neglette al distratto viandante.
Dietro la personale riservatezza e la signorilità che contraddistingue il Maestro traspare chiaramente un temperamento emotivo, capace di comunicare ancora vive emozioni ed atmosfere cariche di quel romanticismo ottocentesco caro a noi ed oggi quanto mai rivalutato ed apprezzato.
Nei suoi acquerelli, realizzati non a caso nel mesto autunno, prodigo di caldi colori, congeniali alle trasparenze di questa tecnica tutto ciò appare patentemente, attraverso la grande capacità del Maestro di 
padroneggiare l’uso indiscusso della luce, luce particolare che soltanto il sole ed il cielo italiano sapeva e, grazie a Dio, sa ancora dispensare agli occhi dei grandi artisti.
Ma Khasiev è anche artista moderno: lc sue ineccepibili prospettive e visioni architettoniche, il suo tratto pulito, la sua sapienza nel distribuire e dosare luce-colore è propria di un grande artista contemporaneo, ancora in parte da scoprire e valutare adeguatamente.
Tra le diciannove opere esposte nella graziosa sala d’onore della villa Ferrajoli, sede del Museo, voglio ricordarne soprattutto tre: il panorama e la più ristretta veduta di Albano dal campanile della Cattedrale e la vista della Chiesa di S. Maria della Stella.
È in queste opere, che, personalmente, mi sembra si possa cogliere al meglio il prezioso connubio tra il gusto e l’atmosfera dell’ottocento e lo stile e l’arte contemporanea.
Il Maestro si esprime ad alti livelli, coniugando in maniera superba luce, colore e tecnica. Egli, come in un caleidoscopio, distribuisce il colore dei tetti delle case e il verde dei boschi in un giuoco sapiente di luci e di ombre: nella vista della Chiesa di 5. Maria della Stella il controluce raggiunge addirittura una resa eccezionale.
Sento, pertanto, il dovere di ringraziare il Maestro Wladimir Khasiev per aver accettato il mio invito a realizzare una sua personale su Albano.
Probabilmente però il Maestro Khasiev più che il mio umile invito avrà ascoltato quello, ben più importante, di Goethe che, nell’autunno del 1787 scriveva: “In nessun altro luogo come qui il cielo e la terra invitano a disegnare paesaggi”
Mi auguro che questa importante mostra possa essere di buon auspicio per la creazione di un altro museo dove il non indifferente patrimonio artistico comunale possa essere finalmente esposto al godimento pubblico e dove possa svilupparsi un centro culturale che tenga vivo l’amore per le arti pittoriche garantendo così la continuità di quella grande stagione artistica del Grand Tour che in passato onorò la nostra citta.

Pino Chiarucci
Direttore dei Musei Civici

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *